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Patria e Nazione anche a Senigallia
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Noi della Fiamma Tricolore siamo rimasti un po’ sorpresi dalle parole del primo cittadino sui 150 anni d’Italia, Maurizio Mangialardi: “Comunità nazionale, Tricolore, Risorgimentoâ€, parole che non possono essere ricordate e celebrate solo per motivi istituzionali, ma che vanno inscritte nei propri cuori 365 giorni all’anno.
Sessant’anni di ideologia anti-italiana condita di internazionalismo socialista (comunista) e cosmopolitismo radical-chic hanno determinato una vera e propria fuga da sé stessi, mentre il MSI prima e successivamente la Fiamma Tricolore uniche forze politiche, dagli angoli dell’emarginazione, facevano della Patria e del Tricolore Italiano le guide su cui riunire un’intera comunità spirituale. Cos’è la Patria? E’ un legame eterno con la Terra nella quale si nasce, con i propri avi, con i propri figli. Patria vuol dire avverare il sogno innato dell’uomo di essere eterno mediante il vincolo di sangue che scorre al di là del tempo, collegando attraverso le Tradizioni i padri con i figli.
Ma la patria è sempre stata debole da noi. L’Italia è la sola cultura che abbia avuto un teorico del particolare, quel Guicciardini che si studia insieme a Machiavelli (che ne fu l’esatto contrario), mentre andrebbe bruciato ritualmente in effigie. Il Risorgimento pretese di fare la nazione contro il popolo o i popoli italiani, fin dal principio disonestamente. Il fascismo riuscì meglio, con la nazionalizzazione delle masse, interessandole ai destini della nazione: in questo senso Prezzolini lo chiamò compimento del Risorgimento. Ma l’8 settembre 1943 decretò, come si è detto, la morte della patria, quella debolissima patria incipiente e imperfetta. Infatti da allora, ogni richiamo alla nazione è stato bollato come fascismo: impossibile ogni restaurazione del civismo nazionale. Patria, il cui portato filosofico è la Nazione, sintesi suprema della dimensione verticale dell’esistenza, proiezione dell’uomo nell’Infinito. Nazione o meglio il senso della Nazione, il senso di essere una comunità di destino, in cui ricchi e poveri, dotati e non dotati, avanzano insieme nella storia legati da un qualche obbligo di solidarietà o fratellanza civile, da un qualche orgoglio condiviso, da una qualche volontà di affermarsi non come individui, ma come comunità .
Ma ai giorni nostri manca un motivo solido, un motivo riconosciuto, esaltato dalla comunità , additato ad esempio. Manca la bussola invisibile nei nostri cuori. La bussola che fa amare la patria, la bussola che dovrebbe orientarci, come persone e come istituzioni, nei casi dubbi dove la legalità e il moralismo non bastano. Il senso della nazione è quello che avrebbe dovuto spingere l’amministrazione di Senigallia a destinare l’area ex-Ipsia ed ex-Sacelit a favore delle giovani coppie o dei giovani disoccupati. Il senso della nazione è quello che dovrebbe spingere l’assessore Campanile e il vice-sindaco Memè a condannare definitivamente lo “sballo positivoâ€. Il senso della nazione è il motivo che dovrebbe invogliare l’assessore Volpini ad occuparsi maggiormente degli anziani, la Patria del domani. Il senso della nazione è il motivo che dovrebbe convincere il dott. Pesaresi a salvaguardare i posti di lavoro all’ospedale di Senigallia e a non chiudere la guardia medica di Ostra per un reale Stato Sociale.
A proposito: due parole vanno dette a coloro che non celebreranno i 150 anni d’unità . Il nostro pensiero va alla Lega Nord che in questi giorni festeggia un federalismo fiscale di fatto localista e secessionista. Ma come si sa nelle tragedie che mai mancano nella storia italiana, avanziamo ognuno per sé, indeboliti dal nostro stesso tornaconto, furbi e sempre ridicoli e vergognosamente sconfitti nel perenne 8 settembre di chi non vuol avere bandiera. Il 17 Marzo un solo pensiero (grido): viva l’Italia, viva il Tricolore e guai a chi lo tocca !
Movimento Sociale Fiamma Tricolore
sezioni di Senigallia e Ostra
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