Home News SENIGALLIA Il declino non si ferma, inarrestabile come un'onda di piena dopo l'alluvione.
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Senigallia
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Scritto da Redazione
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Martedì 09 Novembre 2010 19:06 |
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Dopo la chiusura della sua sede senigalliese di via Armellini, il Corriere Adriatico da sempre giornale cittadino per antonomasia, adesso decide di restringere ancora di più i suoi spazi a favore della Spiaggia di velluto e del suo comprensorio. Per la verità in questi giorni avevo notato che per Senigallia le pagine erano solamente due, ma ho pensato a qualche ragione tecnica (ce n'è sempre una quando un'azienda deve ristrutturare!). La prova che invece mi sbagliavo è arrivata con la tazzina del caffè, che spesso e volentieri vado a prendere in una caffetteria del centro, a metà mattinata. A fianco a me, davanti al bancone, tre signori di mezza età, abbigliamento e stile... sportivo, che discutevano in tono cordiale ma che parlavano proprio del Corriere Adriatico. Ho allungato... le orecchie e ho capito che si trattava di giornalisti. Il loro tema di conversazione, almeno in quel breve passaggio di un caffè, era proprio il fatto che il Corriere Adriatico aveva deciso di restringere a due pagine la cronaca cittadina e della zona. "Un'altra botta", mi sono detto e ho pensato al silenzio tombale di qualche mese fa, quando un po' in maniera carbonara (sarà stato il clima per i 150 anni dell'unità d'Italia?) gli uffici del giornale vennero chiusi e i giornalisti trasferiti.
Dovunque, in posti simili, scelte di questo genere avrebbe trovato non dico la sollevazione popolare, ma almeno la protesta civile di tutti coloro che capiscono quale sia il valore di un giornale per la crescita di una città. Un argomento che mi sono ritrovato a discutere con un amico ai primi di settembre, ricevendone questa spiegazione: per qualcuno è meglio non avere troppi rompiscatole di giornalisti tra i piedi e in giro, meglio pochi e selezionati, ancor di più se "fidati" e perciò disinteressati a porsi degli interrogativi su questo o quell'argomento. Sta di fatto che adesso Senigallia vede quest'altra mutilazione. La ragione di una scelta del genere nessuno la spiegherà mai, mostrando in questo anche un discreto disprezzo per coloro che ogni mattina mettono la mano al portafoglio per prendere le monete necessarie ad acquistare il giornale in edicola. Adesso come qualche mese fa nessuno farà sentire la propria voce contro una penalizzazione senza senso. Tutto passerà sotto silenzio e non mi meraviglierei se dall'oggi al domani si scoprissero ulteriori tagli; da due a una e poi a zero. E pensare che il pullman rosso a due piani di qualche settimana fa in piazza Roma aveva portato un soffio di ottimismo, tale da cancellare anche l'amarezza per la soppressione degli uffici. E' proprio vero: al peggio non c'è mai fine. Anzi, al declino non c'è mai fine. Specialmente se qualcuno gli dà una mano!
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