|

Quando è successo lo scandalo della chiusura della redazione del Corriere Adriatico a Senigallia, nessuno, meno noi, ha osato prendere la parola per denunciare il fatto che Senigallia perdeva l’unico contatto diretto con la stampa quotidiana. Silenzio in Comune, silenzio nella maggioranza, silenzio assoluto anche nella opposizione. Ad un certo punto tutti, meno noi, mi ripeto, tutti si erano adeguati. Di tanto in tanto erano comparsi pistolotti pro Mangialardi della Bianciardi che nel frattempo si era trasferita a Jesi, dove aveva fatto fuori il capopagina al lavoro da una decina di anni. Il bis dell’allontanamento di Elpidio Stortini da Senigallia. Tutto è riconducibile agli ottimi rapporti di Maria Teresa Bianciardi con il direttore di Ancona, Paolo Traini, ovviamente con lo zampino di Luana Angeloni, alquanto preoccupata per le “performances” del suo delfino! Con tutti gli interessi che ci sono in ballo!
nella foto la vecchia sede di Senigallia ancora sfitta
Evidentemente la situazione che si era venuta a creare a Senigallia non soddisfaceva l’Angeloni e tantomeno il sindaco Mangialardi che aveva la sensazione netta di una inarrestabile perdita di consenso! Nonostante il suo asfissiante presenzialismo e la sua bellezza! Non siamo a conoscenza di chi abbia escogitato la soluzione, ma è veramente in linea con la politica del “divide et impera” che da dieci anni ha messo a “ferro e fuoco” qualsiasi tipo di seria opposizione a Senigallia. La Bianciardi impossessatasi della redazione di Jesi, da lei scelta per suoi interessi personali, nello stesso ambito ha inventato la nuova redazione di Senigallia in trasferta, ovviamente sotto la sua inimitabile direzione di "giornalista di riferimento" della amministrazione. Con un'anzianità di dieci anni! Ma non è finita: chi avrebbe lavorato materialmente? Serviva un professionista, ovviamente di Senigallia, perché l’operazione implica conoscenze che non si possono improvvisare. In un primo momento era stato interpellato Roberto Mencarini, senigalliese in forza alla redazione di Ancona, ma Roberto è impegnato due volte alla settimana con il sindacato. La scelta ha finito per cadere su Stefano Torreggiani, già in forza alla redazione sportiva anconetana. Stefano, come è noto, è figlio di Tarcisio, famoso democristiano già presidente dell’Azienda di Soggiorno, quando ancora Senigallia disponeva di un Palazzotto del Turismo. Una soluzione ad hoc! Ora vogliamo vedere chi protesta, cosa scriverà l’opposizione, cosa scriverà l’avv. Paradisi, ecc.. Noi come sempre, abbiamo, come sempre, fatto il nostro dovere.
Claudio Cavallari
|