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IL PIANO “ C E R V E L L A T I “ PDF Stampa E-mail
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News - Politica
Scritto da Vincenzo Savini   
Lunedì 01 Settembre 2008 15:42
Ancor prima di entrare nel merito della proposta del Piano per il Centro Storico ritengo un obbligo preliminare  “ partire da lontano” in ordine agli aspetti normativi-regolamentari ed ai principi formatori cui afferiscono e derivano gli strumenti urbanistici vigenti.
Una prima annotazione critica va riferita alla vigente legge regionale del 3 agosto 1992 n. 34 (vecchia di oltre 16 anni) che detta norme in materia urbanistica ,paesaggistica e di assetto territoriale. In particolare tale legge al titolo 3°-capo 4° (art.26 e seguenti) detta le norme per la redazione ,approvazione degli strumenti urbanistici comunali,dei regolamenti edilizi e delle relative varianti. Da qui nascono le prime oggettiva difficoltà per i Comuni chiamati al rispetto di una legge obsoleta , anacronistica che necessita di una rivisitazione “ab imis” che consenta di attualizzare gli strumenti urbanistici territoriali alle mutate esigenze socio-economiche di questi ultimi due decenni. A tale anomalia se ne aggiunge un’altra ancor più grave derivante da un vigente  “Piano Regolatore Generale “della città risalente ad oltre trentanni fa.
Una grave deficienza che credo sia unica o quantomeno assai rara in Italia. Basti pensare che un gran numero di Comuni italiani si sta dotando di nuovi strumenti urbanistici che non sono più i vecchi P.R.G. ma Piani urbanistici comunali (P.U.C.) oggi  finalizzati  alla Pianificazione socio-economica-culturale dell’intero territorio urbano secondo i nuovi criteri della Programmazione territoriale. Piani che discendono ovviamente da leggi regionali recenti.
Pertanto i Piani Urbanistici  Comunali nascono a seguito di leggi regionali attuali ed innovative tese a sostituire i vecchi P.R.G. a livello comunale per cui i P.U.C. individuano le zone territoriali omogenee  disciplinandone gli usi ,il riassetto ecologico-ambientale ,la valorizzazione storico-culturale .le trasformazioni compatibili e sostenibili del territorio comunale .
In tal senso potremo citare tantissimi esempi di buone pratiche in altrettante Regioni e Comuni.
Orbene sulla scorta di quanto sopra esposto la prima fondamentale obiezione alla Proposta Cervellati è proprio quella dell’anacronismo e del costo conseguente della progettazione di un Piano per il Centro storico in assenza di un nuovo Piano urbanistico comunale o Piano Urbanistico Generale (P.U.G.) che dir si voglia.
Soltanto in seguito all’adozione di un P.U.C./P.U.G. si può dar corso ai Piani Attuativi dello strumento urbanistico generale tra  cui ovviamente un Piano esecuti
vo /attuativo per il Centro Storico e non procedere inversamente come si vuol fare in questa sede .
Quindi un Piano esecutivo, redatto sulla scorta del Piano generale,realizzato allo scopo di intervenire sull’intera area del centro storico in maniera da salvaguardare quanto di originale ed interessante dal punto di vista  storico-architettonico è ancora


conservato,consentendo anche di compiere trasformazioni ,guidate oculatamente ,da inquadrare all’interno di un articolato sistema di norme tecniche ,realizzando con ciò uno strumento aderente al tessuto cittadino ,realistico e pragmatico, utilizzando le risorse proprie interne  idonee alla progettazione ,senza  dover ricorrere ad onerosi incarichi esterni.
In sostanza è necessario che ancor prima di essere chiamati ad approvare un piano per il centro storico si debba adottare un Piano urbanistico generale/comunale , eppoi  anche in concomitanza , un Piano esecutivo-attuativo per il Centro Storico,magari addirittura unitamente ad un piano particolareggiato degli insediamenti produttivi ,ad un altro per le zone commerciali  e quelle residenziali!
Solo in questa ottica e con questa modalità di procedere si potrà parlare di una svolta epocale della politica urbanistica locale e non solo!
Mi rendo conto però che purtroppo per Senigallia tutto ciò è pura utopia in considerazione della cultura politica  sin qui espressa in materia urbanistica , per tutto quello che è già accaduto e per quello che sta per avvenire nella città!
Dovendo  rimanere nell’ambito dell’oggetto in argomento, voglio premettere che la proposta “Cervellati” in primo luogo non va nel senso auspicabile di una opportunità di rilancio economico sociale della nostra città.
Così come articolata la proposta non consente, in generale, che il Centro storico diventi una realtà foriera di risorse per tutti ,garantendo l’insediamento in centro di nuove realtà operative quali:botteghe artigiane ,nuovi esercizi commerciali ,ristoranti e trattorie tipici, bed & breakfast,alberghi/pensioni,servizi per il Turismo ,opifici culturali,assicurando in tal modo un recupero  sostanziale dei luoghi più belli e suggestivi della “parte antica” di una città a spiccata vocazione turistica proiettata nel futuro.
Ora ,entrando ancor più nel merito della proposta Cervellati ritengo di non poter condividere la filosofia ovvero gli “ obiettivi generali” del Piano che appaiono tutti incentrati sulla “residenzialità” cioè sulla edificazione e cementificazione propedeutica , a suo dire,ad aumentare la popolazione residente in centro,piuttosto che sulla Fruizione,Accessibilità, e Godibilità  ampia e libera del centro storico.
Con riferimento quindi alle “ ipotesi progettuali “ si potrebbero condividere soltanto quelle relative al recupero degli “ex Orti del Vescovo “ e del ripristino dell’”Edificio del Seminario” col vincolo tassativo che gli interventi siano finalizzati esclusivamente alla realizzazione di edilizia convenzionata e/o agevolata .
Riteniamo invece ,ancorché suggestivo, poco praticabile l’obiettivo relativo al ripristino della “Palizzata dei Portici Ercolani” con le oggettive difficoltà tecnico-realizzative dell’ipotesi progettuale.
Non si può assolutamente condividere l’ipotesi progettuale che si rigetta in toto del “Ripristino dell’isolato demolito di piazza Simoncelli”
Valgono in tal senso le motivazioni addotte in ogni dove circa l’assurdità di tale ipotesi .Intendo riaffermare che quell’area dovrà essere vieppiù destinata a “Piazza –Giardino attrezzato”collegata funzionalmente con l’adiacente brulla piazza del Duca


ed anche con i giardini Catalani che devono essere sottratti al vergognoso stato di abbandono in cui versano,recuperandoli alla “fruizione storica” da parte della gioventù senigalliese.
Il tutto dovrà costituire un” unicum” con forte capacità di attrarre nel centro storico e di godibilità in ogni tempo soprattutto per la popolazione infantile e conseguentemente per le giovani coppie ed i giovani in genere.
Mi piace citare in tal senso la considerazione fatta,tra le altre ,dall’arch. Bacchiocchi  nella seduta consiliare (Consiglio Grande) del 29 maggio scorso ,a conclusione del suo intervento ,con la quale auspica che Piazza Simoncelli possa divenire una vera piazza magari dotata di portico.
Per quanto attiene l’ipotesi progettuale relativa alla “Zattera”  lungo il fiume-canale sino al mare,pur nella sua provocatoria suggestione ,la  ritengo assolutamente impraticabile,anacronistica,eccessivamente onerosa e dunque utopica , anche in relazione al carattere torrentizio del Misa .
Meglio sarebbe rendere fruibile la parte del corso del fiume che va da  Ponte Garibaldi verso monte ,attualmente in uno stato d’incuria spaventoso .
Rigettiamo invece con forza l’ipotesi progettuale relativa a Palazzo Gherardi in versione  appartamenti di lusso,che dovrà essere oggetto invece  di decisione a parte sulla scorta di tutto quanto ampiamente già discusso e notorio  e che sarà meglio sostanziato da un progetto esecutivo di utilizzazione che intendiamo presentare .
Riteniamo di rigettare anche l’ipotesi progettuale relativa al Rione Porto-Via Carducci nella versione di colata di cemento da far scomparire via Corfù e trasformare via Carducci in una piazza inventata di sana pianta.
Un’assurdità dettata dalla “sindrome del mattone” che non si può assolutamente accettare nemmeno con un volo di fantasia , anche se l’assessore Mangialardi si è preoccupato ,in sede di Commissione consiliare ,di assicurare che “ l’intervento verrebbe eseguito soltanto se ci sarà l’accordo con i proprietari delle abitazioni che si vedranno chiudere gli ingressi delle loro abitazioni”;cosa che per certo non avverrà mai! Ed allora a qual pro una simile maldestra previsione  anziché proporre interventi per un ulteriore tentativo di rivitalizzazione ,fruizione e  godibilità di quella bella porzione del centro storico.
Forti perplessità ci desta l’ipotesi di sopraelevazione dei Palazzi  o edifici che sono stati colpiti dal terremoto del 1930 in considerazione delle grandi difficoltà tecniche  di realizzo ed ai costi elevatissimi.(Eppoi Senigallia non è certamente immune da ulteriori eventi sismici –vedi anno 1972).
Ed ancora ci appare in tutta evidenza la difficoltà oggettiva di realizzazione del “Sistema Parcheggi” che pure sono  indispensabili nel centro storico, i quali così come ipotizzati saranno costosissimi ed altrettanto onerosi nella gestione.
Sarebbe bene affrontare il problema con uno  studio “ad   hoc” che parta dall’esistente e ne affronti in primo luogo una diversa gestione  ovvero una liberalizzazione modulare che attenui la spesa della sosta a carico dei cittadini.
A seguire nella disamina del Piano si ritiene di formulare alcune considerazioni anche in ordine agli “Ambiti di riqualificazione Urbana” annessi  al Piano stesso relativi a:
1)Ex Nirvana,Via Baroccio – 2) Arena Italia,Porta Lambertina -  3) Incrocio della Penna  - 4) Bastione via Rodi.
Innanzitutto si pone una questione di forma ma che è anche sostanziale: perché questi ambiti che possono considerarsi almeno in parte esterni al Centro storico ,in particolare l’Incrocio della Penna  e l’ex Nirvana , sono stati inseriti all’interno della progettazione di Piano ,cogliendone l’occasione per un’approvazione dei relativi progetti svincolata dal vigente Piano regolatore, mentre per l’ex Hotel Augustus,(situato in pieno centro storico) è prevalsa la logica dell’applicazione delle norme del  P.R.G. che a detta dell’assessore Mangialardi “non potevano essere evitate, per cui in quell’area verranno realizzati degli appartamenti in aderenza con le previsioni del vecchio Piano regolatore “ Prosegue l’assessore Mangialardi sempre in sede di Commissione Consiliare :”Abbiamo cercato di orientare i progettisti (Arch.Campodonico-EDRA costruzioni) ,ma non è stato facile.Non  sarà un intervento come Cervellati propone , ma non sarà nemmeno uno scatolone di cristallo.E’ una scelta commerciale che non possiamo contrastare perché nel vecchio piano c’era la possibilità di trasformare l’albergo in appartamenti”
Al di la di ogni altra considerazione che sorgerebbe spontanea per una simile etica comportamentale (due pesi e due misure!) va stigmatizzato il fatto che scompare l’ultima entità ricettiva nel centro storico che un tempo accoglieva più di un albergo (lo stesso albergo Augustus, il BuonVivere,il Gallo d’Oro ,l’albergo della Posta ed il lontano e prestigioso hotel Roma).
Riteniamo che la scomparsa degli alberghi dal centro storico sia davvero esiziale per risollevare le sorti dell’economia del centro e per quella rivitalizzazione tanto necessaria quanto disattesa.
Entrando nel particolare della disamina degli ambiti di riqualificazione proposti, attese le considerazioni sopra esposte ,si ritengono comunque accettabili gli interventi relativi all’incrocio della Penna ,all’ex Nirvana ed al Bastione di via Rodi, seppure con le osservazioni integrative e modificative decise in sede di discussione nella commissione consiliare ,che si auspica vivamente che non vengano disattese,come purtroppo spesso è accaduto in altre occasioni nel passato recente.
Per quanto concerne invece l’intervento relativo all’Arena Italia ove sostanzialmente s’intende realizzare un altro centro commerciale , si nutrono forti perplessità circa   la possibilità di realizzo poiché l’ipotesi progettuale è del tutto utopistica talchè lo stesso assessore Ceresoni ne condivideva la natura utopica in una delle ultime sedute della commissione competente ,ravvisando le oggettive difficoltà di realizzazione  dell’intervento e quindi la conseguente possibilità che si perpetrasse nel tempo la gravissima situazione di degrado dell’area con grave nocumento anche per le zone adiacenti.
Per quanto concerne infine i contenuti delle norme tecniche di attuazione del piano, pur non entrando nello specifico,va da sé che queste dovranno ovviamente essere adeguate alle varie osservazioni  ed emendamenti proposti  affinché perseguano lo scopo di porre in essere uno strumento urbanistico effettivamente operativo  per tutta
l’area compresa all’interno del perimetro della città murata per la  conservazione  del tessuto urbano  e degli immobili esistenti,promuovendo il mantenimento dell’attuale consistenza fisica degli edifici storici e garantendo destinazioni d’uso in armonia con le abitudini  e le attività del tessuto socio-economico  , delle persone che vi abitano e/o che vi lavorano  e di tutti coloro (residenti e non ) che devono poter fruire e godere del Centro Storico con la più ampia e libera facoltà di accesso.

 Tutto quanto sopra esposto non pretende di ritenere esaustiva la disamina del Piano e se ci fossero state le condizioni politiche e di tempo,avremmo potuto esporre compiutamente ulteriori dettagliate osservazioni e non limitarci alle sole macro controdeduzioni .Il nostro apporto  costruttivo ,ancorchè  critico,trae forza da profondi e testati  convincimenti , dai contenuti delle discussioni in Commissione ,dai numerosi e consistenti interventi effettuati dai cittadini in occasione del Consiglio grande nonché dalle effettive esigenze  socio-economiche della città che  non possono essere colte da una progettualità imposta ,anche se altamente professionale,che conosce soltanto teoricamente la realtà in cui va a parare  .
Ne consegue che non sussistono le condizioni per aderire all’approvazione del progetto di Piano per il Centro Storico proposto dall’arch.Cervellati a meno che non vengano accolte tutte le osservazioni qui prodotte  e conseguentemente vengano approvati ,nel senso indicato, i necessari richiesti emendamenti agli atti sottoposti all’approvazione del Consiglio Comunale.
 
     
                                                                                 Vincenzo Savini
                                                           Capo-gruppo  consiliare “Liberi per Senigallia”
                                                                          -Coordinamento Civico-

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