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Home News Attualità Concluse le indagini sul caso Prota-Ubertini: la Procura sta vagliando le ipotesi d’accusa.
Concluse le indagini sul caso Prota-Ubertini: la Procura sta vagliando le ipotesi d’accusa. PDF Stampa E-mail
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News - Attualità
Scritto da Redazione   
Domenica 01 Gennaio 2012 18:16

Concluse le indagini sul caso Prota-Ubertini: la Procura sta vagliando le ipotesi d’accusa. Attesa per il cambio al vertice della Stazione di Senigallia

Omissione di atti d’ufficio, indagati altri due carabinieri

Senigallia Due militari della caserma di via Marchetti indagati per omissione di atti d’ufficio. L’atto conclusivo delle indagini della Procura di Ancona sul caso Prota-Ubertini ha coinvolto anche altri due carabinieri le cui posizioni, in merito alla vicenda, sono ora al vaglio degli inquirenti.

Massimo Prota e Simone Ubertini, agli arresti domiciliari, sono accusati di peculato, falso e detenzione di droga ai fini di spaccio. I reati loro contestati lo scorso 8 luglio, quando è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare che ha aperto per gli appuntati 35enni le porte del carcere di Montacuto, fino ai domiciliari concessi prima ad Ubertini, ancora in città, poi a Prota, trasferito nella casa paterna di Manfredonia sua città natale. Chiuse le indagini, sta per concludersi anche un anno difficile per la stazione senigalliese che il prossimo 9 gennaio assisterà ad un cambio al vertice.

Lorenzo Marinaccio lascerà il comando di Napoli per prendere servizio sulla spiaggia di velluto mentre l’attuale capitano, Roberto Cardinali, è stato trasferito a Chieti. La sua prossima missione dopo cinque anni trascorsi a Senigallia. Nato 47 anni fa a Monsampolo del Tronto, Roberto Cardinali è tornato a comandare la compagnia dei carabinieri di Senigallia dove in passato aveva già prestato servizio. E’ arrivato nel 2007 da Formia dove è stato comandante dal 2003. Un incarico che gli è valso il premio Spiga d'Oro, che il Comune assegna a quanti hanno mirabilmente rappresentato la città pontina nel lavoro, nella cultura e nel volontariato”. Nella sua intensa carriera Cardinali ha comandato anche il nucleo radiomobile di Padova ed un reparto dei carabinieri durante la guerra nel Kossovo. Il capitano Lorenzo Marinaccio, che gli darà il cambio dall’anno nuovo, è originario di Napoli dove attualmente presta servizio ed ha conseguito una laurea in scienze politiche all’ Università di Siena. Da nove anni è in servizio nel capoluogo partenopeo dove ha diretto brillanti operazioni contro la camorra.

Prota accusato di peculato, falso e cessione di droga, senza parlare del raket dei parcheggi dell'Ipercoop di Cesano in associazione con Fratini di Marotta

Avviso di chiusura delle indagini preliminari per Massimo Prota, il carabiniere in forza alla Compagnia di Senigallia arrestato l'8 luglio assieme al collega Simone Ubertini con le accuse di peculato, falso e cessione di droga. Ora il militare rischia il rinvio a giudizio. Nella vicenda sono poi finiti anche altri tre militari. L'avviso, che contiene la sommaria enunciazione dei fatti per il quale si procede, delle norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto, indica anche che da ieri tutta la documentazione relativa alle indagini è depositata alla segreteria del pubblico ministero e che quindi indagati e legali possono prenderne visione. Indagati che a questo punto hanno facoltà, entro venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti e depositare tutta la documentazione necessaria alle tesi difensive. Non è escluso che gli indagati possano anche rilasciare dichiarazioni.


Secondo la Procura i due militari avrebbero sottratto  piccoli quantitativi di cocaina dalle partite sequestrate durante gli arresti utilizzandoli per ripagare gli infiltrati e arrivando a produrre falsi verbali. A differenza di Prota, che ha sempre rigettato ogni accusa, Ubertini non sarebbe accusato di aver materialmente ceduto lo stupefacente ai confidenti e dunque il suo coinvolgimento sembrerebbe limitato a una presunta compiacenza. Tra le contestazioni, che non rientrano nell'ordinanza, anche quella di aver messo la droga nell'auto di uno spacciatore per poi arrestarlo.
Prota è stato più volte sentito anche sulla separata indagine per concorso in corruzione con Francesco Fratini, titolare di una ditta di autodemolizione e rimozione veicoli in zona Cesano. Il sospetto è che il carabiniere si rivolgesse all'imprendlitore quando c'era da rimuovere una vettura in cambio di somme di danaro. Dopo che il Riesame aveva rigettato l'istanza di scarcerazione dell'appuntato, l'allora difensore di Prota Stefano Drago aveva fatto richiesta dei domiciliari al gip. Una richiesta accolta che ha visto il militare relegato ai domiciliari, da scontare però lontano da Senigallia, in Puglia, nella sua terra di origine.

 

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