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Qualcuno potrebbe dire che stava scritto nelle stelle. In pratica se si andava a vedere l’oroscopo della giornata in cui l’idea è partorita, probabilmente si sarebbe trovata la spiegazione di una uscita del genere. Forse però sarebbe bvastata la memoria, quella storica s’intende, quella che molti hanno smarrito e che altri (di più, a ben vedere) cercano di addomesticare per i loro interessi di bottega. Allora va detto che il 25 luglio 1943 un certo organismo che si chiamava Gran consiglio del fascismo, fino a quel momento prono ai voleri del Capo, sotto il piovere delle bombe degli Alleati e la progressiva disfatta dei nostri soldati gettati nell’avventura paranoica di una guerra insulsa, quell’organismo decise di sfiduciare il Capo, che all’uscita della riunione trovo i carabinieri pronti ad arrestarlo, caricandolo su un’ambulanza e trasferendolo poi alle pendici del Gran Sasso. Era la caduta del fascismo, la cancellazione di una dittatura che il popolo italiano aveva subito, con la sua volontà di penetrare in ogni angolo della vita delle persone (altro che intercettazioni!), con il suo desiderio di affermare il personalismo di un individuo che nella sua storia politica e personale era passato indifferentemente attraverso tutte le esperienze possibili, complici l’arrivismo di pochi e l’ignoranza di tanti. Quasi due anni dopo avvenne la Liberazione, che spazzò via anche la tragica appendice della Repubblica sociale di Salò, con i suoi editti contro i partigiani, contro i soldati italiani che non volevano rinunciare a dare una nuova e diversa opportunità alla nazione. Adesso qualcuno, guarda caso proprio intorno al 25 luglio, vuole restituire valore a chi, di quei tristi decenni, fu uno dei personaggi di punta e che alla nascita della Repubblica Italiana raccolse intorno a sè nostalgici dell’epoca e illusi del futuro per mettere in piedi un partito che riuscì a trovare quella manciata di voti per assicurargli un posto in Parlamento. Cosa che quando era in auge difficilmente avrebbe permesso agli avversari, visto che il delirio del suo Capo aveva cancellato anche i boy scout cattolici per potersi assicurare il “pensiero unico”. Una riesumazione quella odierna attraverso una targa che indica una via, che non ha la benchè minima giustificazione, frutto di una smania di revisionismo inversamente proporzionale alla consapevolezza del ruolo istituzionale che si ricopre. A meno che non sia un’altra mossa per guadagnarsi un po’ di titoli sui giornali e qualche servizio in televisione. Ma non sarebbe meglio passare il tempo libero a studiare sui libri di storia, prima di abbandonarsi a iniziative da fiera di paese, che mai un autentico uomo politico si sognerebbe solo di pensare? Allora perchè non dedicare una strada o una piazza a... Erode? x x x x SARASTRO
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