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Ora, se vogliamo giocare, giochiamo, ma se vogliamo fare le cose sul serio, come merita una città che sul finire di marzo dovrà scegliere i suoi amministratori per i prossimi cinque anni, allora è bene parlare chiaro. Mi volete spiegare perchè un candidato sindaco deve conquistare e monopolizzare, stando alle cronache, anche la vetrina della presentazione della squadra nazionale di beach volley? Forse perchè è “ancora” assessore alle infrastrutture o come cavolo si dice? E questa sarebbe l’ordinaria amministrazione per la quale una giunta municipale rimane in piedi fino al giorno dopo il nuovo voto? Credo che invece si tratti di un’autentica prevaricazione, frutto della solita arroganza alla quale questi amministratori non sanno mai rinunciare, evidentemente perchè fa parte del loro Dna, è segnata nei cromosomi che si ritrovano da quando sono venuti al mondo. Stranamente in questi giorni si moltiplicano le conferenze stampa, che le gazzette locali illustrano con gran dovizia di particolari. In ogni occasione c’è sempre lui, il candidato brillantinato, anche quando l’argomento è lontano anni luce dalla sua sensibilità, dai suoi interessi, dai suoi obiettivi, ma anche dal suo incarico istituzionale. Una sfacciata invadenza, che richiama comportamenti di altri personaggi del mondo politico nazionale e che fa conto sulla convinzione di avere a che fare con battaglioni di gonzi, per l’occasione chiamati “elettori”. Gli altri, gli assessori cosidetti “competenti”, sono un semplice contorno, che i gazzettieri non citano, tanto sono ipnotizzati anche loro dal sole nascente che dovrebbe illuminare la spiaggia di velluto da qui al 2015.
Ancora una volta c’è da chiedersi perchè queste cose non vengono notate dagli altri concorrenti alla più alta poltrona cittadina. Forse perchè la loro indolenza è tale che, in fin dei conti, tutto questo interesse per una diversa maniera di essere alla guida di una città non esiste. Per loro meglio cullarsi placidamente in cavillosità d’azzeccagarbugli, sperando che un giorno la questione venga risolta da una bella indagine della magistratura. Così facendo il loro posto al calduccio del Consiglio comunale riusciranno a conquistarlo lo stesso, in una grande presa per i fondelli di chi si sbatte in comitati e simili per affermare il proprio rifiuto ad essere considerato un suddito. Avanti così. Tra cinque anni parlerete delle stesse cose, magari un po’ aggravate visto chi le gestirà.x x x x x x SARASTRO
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