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Il mito dell’eterna giovinezza è da sempre la grande croce dell’essere umano, specialmente da quando l’immagine sempre sopravanzare qualsiasi altro fattore per la valutazione di una persona. Poco contano studi, capacità, coerenza, professionalità. L’importante è avere una immagine fresca, giovanile, sveglia. Poco conta se il contatore del tempo marcia inesorabilmente all’anagrafe. Peggio ancora, poco conta il fatto che sui banchi della politica si sono consumate decine di maniche di giacche e spesso con ruoli da gregari, senza mai raggiungere un posto di primissima fila. Allora lascia sconcertati leggere slogan come “dobbiamo essere noi il nuovo che vogliamo vedere nel mondo”. Beh, capisco che al mattino, facendosi la barba, la faccia che appare nello specchio, quella del lato A per intenderci, appare sempre la migliore che esista. Ma da qui a voler passare per il nuovo, quando si è trascorsa una vita e pure di più all’ombra di questo o quel simbolo politico, ci vuole un bel coraggio. No, pardon, una bella faccia tosta. Credo che scegliere uno slogan per la propria campagna elettorale sia cosa difficilissima, specialmente se si viene da un’esperienza non precisamente brillante. E’ un compito che non si può affidare al primo venuto e nemmeno ai propri familiari che, come dice il famoso detto partenopeo, vedono sempre bello e interessante anche uno scarafaggio.
Se si è sfrontati già nello slogan, allora è difficile conquistare la fiducia e il consenso di chi magari chiede qualcosa di più, di chi non si limita semplicemente a vecchi ricordi o a delusioni recenti, ma chiede davvero qualcosa di diverso e innovativo. In certi casi, la scelta migliore sarebbe rimanere a casa, ammainare la propria bandiera (ammesso e non concesso che sia sventolata da qualche parte) e archiviare la propria vicenda politica con l’onore delle armi. Del resto anche ritirarsi al momento giusto è un segno di lungimiranza e di consapevolezza. Di novità da vedere nel mondo. Ah, dimenticavo però: nell’armadio di casa c’è sempre quel vestito custodito con la speranza d’indossarlo per il debutto in Parlamento. x x x x SARASTRO
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