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Il mio amico con il quale spesso mi faccio delle interessanti escursioni nell’entroterra, che immancabilmente finiscono a tavola, quando parliamo di qualche questione cittadina non di rado apre le sue obiezioni con la frase “Ma di là dal Cesano...”, indicando in questa maniera il territorio pesarese. Ho ripensato a queste parole leggendo i dati che il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli ha fornito a proposito della raccolta dei rifiuti. Non lo conosco personalmente, ma a occhio mi sembra una brava persona, che ha la volontà di comunicare con i suoi concittadini e non il desiderio di voler convincere a ogni costo che le scelte l’Amministrazione comunale sono infallibili. Ceriscioli ha detto chiaramente: la raccolta porta a porta estesa a tutto il territorio comunale ci costerebbe 9 milioni e mezzo di euro e obbligherebbe all’assunzione di 64 lavoratori, mentre la raccolta di prossimità cioè con le isole ecologiche costerebbe poco più di un milione e mezzo di euro e richiederebbe l’assunzione di soli 11 lavoratori. La differenza, in termini economici, è evidente e ci vuole poco a capire che gli amministratori pesaresi, a cominciare dal sindaco stesso, vedono di buon occhio la seconda soluzione. C’è il particolare che questa però non permetterebbe di raggiungere con certezza l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata. “Ma di là dal Cesano”, come direbbe il mio amico, sono molto più pratici e su certe cose scarsamente ideologici. La raccolta di prossimità si fa con le isole ecologiche, che una cosa la garantiscono: la libertà di non essere schiavi di contenitori da portare in strada, da ritirare dalla strada, da pulire, oltre alla libertà di non essere legati al calendario, per cui se per una ragione o un’altra dimentichi di mettere fuori il bidone dell’umido, te lo tieni in casa come “deodorante naturale”.
Lungo il fiume Misa invece si magnifica il porta a porta, con bidoni multicolori sparsi dappertutto e annunci trionfalistici a proposito della percentuale di raccolta differenziata raggiunta. Una presa in giro, perchè non esiste alternativa nello sbarazzarsi dei rifiuti senza appunto far ricorso alla giostra dei bidoni. Il bello è che nessuno, fino a questo momento, ha avuto il coraggio di rendere noti i dati di questo sistema: quanto costa, quanto si incassa, quanto si ricava dalla vendita dei materiali differenziati (il vetro, la carta, la plastica ecc.), quanto è il risparmio rispetto al vecchio metodo dei cassonetti all’angolo della via. Il brutto è che nessuno, a Senigallia, ha pensato di chiedere questi conti all’Amministrazione comunale. Ma è vero, sono troppo impegnati in quel grande gioco dell’oca delle elezioni comunali e non possono certo occuparsi delle questioni dei cittadini. x x x x SARASTRO
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Oltre i rilevanti maggiori costi, certificati da Pesaro, la differenziata é in difficoltà in tutte le Marche, come ingenuamente documenta l'assessore regionale all’ambiente Amagliani.
In un volumetto recentemente allegato al corr. adriatico per esaltare il meritorio lavoro svolto dal suo assessorato, c'è una tabella estremamente significativa su % RD. suddito
(*) e le altre 2 ?