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La chiusura della redazione di Senigallia del Corriere Adriatico subito dopo le elezioni politiche regionali del marzo prossimo, annunciata ieri dal direttore responsabile Paolo Traini al Comitato di redazione, sarebbe un altro duro colpo all'informazione delle Marche e al suo radicamento territoriale. Che la testata più venduta della Provincia di Ancona pensi di ritirarsi dalla seconda città della Provincia per numero di abitanti, che d'estate sfiora le centomila presenze giornaliere, è un fatto preoccupante per l'intera comunità marchigiana, anche perché la scelta della società editrice, controllata dalla Caltagirone Editore, arriva a soli quattro anni di distanza dalla chiusura della redazione di Fano dello stesso Corriere Adriatico, a pochi mesi dalla chiusura della redazione di San Benedetto del Messaggero e dalla trasformazione della redazione di San Benedetto del Resto del Carlino a semplice Ufficio di corrispondenza.
N.d.r. - Forse per puro caso, in un corsivo di politica dell'altro giorno, parlavo di un posto a rischio per la capopagina di Senigallia, chiaramente schierata a favore della sinistra; ma c'è di più, per questo comunicato del sindacato giornalisti del Sigim, il Corriere Adriatico dopo le elezioni (perché non prima?) abbandonerà la piazza di Senigallia, provocando un bel danno alla già disastrata informazione locale. Una decisione di un grande gruppo come quello di Caltagirone (suocero di Pierfurbi Casini!), che non sarà facile modificare. A parte le situazioni sindacali sempre degne del massimo rispetto, sarebbe opportuno che gli imprenditori senigalliesi pensino alla creazione di una Gazzetta veramente di informazione locale, come è successo in quasi tutte le località di rispetto della Romagna. Il direttore.
Marche 2010, componente sindacale di opposizione in seno al Sigim, invita il Sindacato giornalisti marchigiani ad attuare ogni azione, in raccordo con il Cdr del Corriere Adriatico, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, le istituzioni municipali, provinciali e regionali, affinché un'altra significativa realtà del giornalismo marchigiano non perda la sua presenza territoriale, lavorando perché l'editore del Corriere Adriatico possa rivedere la sua decisione.
Da questo punto di vista il sicuro riassorbimento dei colleghi in forza alla redazione di Senigallia in altre strutture redazionali mitiga solo parzialmente la durezza del provvedimento annunciato e non attenua la preoccupazione dei giornalisti marchigiani per l'oggettivo depauperamento del panorama giornalistico regionale connesso alla prospettata chiusura. I silenzi, anche sindacali, che nel 2006 accompagnarono il "de profundis" della redazione fanese del Corriere Adriatico, non possono e non debbono ripetersi.
Alla redazione del Corriere Adriatico la partecipe solidarietà dei 114 colleghi che alle ultime elezioni hanno chiesto al Sindacato giornalisti delle Marche di tenere un profilo sempre attivo e combattivo.
Giovanni Rossi - Raffaele Vitali - Paola Pagnanelli - Aldo Spadari Consiglieri Sigim lista MARCHE 2010
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