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Mondolfo 19.09.2011
E’ con profondo rammarico ma altrettanta consapevolezza e serenità, dopo 15 anni di militanza attiva nelle fila di PDL e Alleanza Nazionale (sono stato tra i fondatori nel 1995 del circolo Gabriele D’Annunzio), che annuncio la mia fuoriuscita dal PDL e rassegno le dimissioni dai relativi incarichi di partito.
Una “fusione a freddo”, quella tra AN e FI, che ho sempre mal digerito ma accettato per amor di patria nella speranza di veder nascere un partito che potesse rappresentare al meglio la Destra italiana. Purtroppo così non è stato e gli avvenimenti di questo ultimo periodo ne sono la drammatica testimonianza. Ringrazio e al contempo rassicuro i miei amici e colleghi di Mondolfo, Marotta e non solo con i quali ho condiviso momenti bellissimi e altri di profonda difficoltà: non ho alcuna intenzione di aderire ad altri partiti ne di tradire la fiducia di chi mi ha votato e sostenuto in tutti questi anni e anche nelle ultime elezioni. Il mio impegno sarà più forte e determinato di prima, all’interno della Lista Civica “Per Cambiare”, in contrapposizione all’attuale maggioranza di centro-sinistra che governa in modo scellerato il nostro comune da oltre 50 anni.
Sono e rimango un uomo di destra, quella destra sociale di cui un tempo andavo orgoglioso e della quale oggi non trovo più traccia alcuna nel PDL. Non mi attraggono però al contempo né i progetti di Fini né quelli di Storace: ho bisogno di una pausa di riflessione partitica perché credo che oggi sia più importante impegnarsi nella società in modo civico al di fuori di simboli o etichette precostituite. I cittadini hanno bisogno di risposte, di fatti concreti e non delle sterili (e deleterie) polemiche partitiche. Un’amore, quello col PDL, forse mai nato ma accettato passivamente per troppi anni fino alle ultime elezioni comunali quando i contrasti con il Direttivo Provinciale di Pesaro si sono acuiti troppo per poter continuare a far finta di nulla: il partito, salvo poche eccezioni di amici straordinari, mi ha sempre ignorato e contrastato in ogni modo e questo non l’ho mai compreso perché tra i tanti difetti credo di aver anche qualche piccolo merito (che condivido con i colleghi di Mondolfo e Marotta) visti anche i discreti risultati ottenuti in questi anni. Nel 1997 il centrodestra Mondolfese era al 28% ora nelle ultime consultazioni è arrivato al 47% e così vale per il PDL che è arrivato nel 2009 ad essere per la prima volta nella storia il partito più votato del comune. Ebbene, nonostante questo non ho mai avuto alcun sostegno, non dico economico ma nemmeno politico dal partito.
Un partito che a livello provinciale è guidato da anni da persone che pensano più ai propri interessi personali o di corrente che al bene dei cittadini e che forse proprio per questo fanno di tutto per perdere le varie elezioni locali piuttosto che provare a vincerle sul serio. Ora si profila l’ennesimo congresso che come al solito sarà democraticamente deciso…a tavolino. Ma non è il momento delle polemiche visto che nel partito ce ne sono già abbastanza: il mio vuol essere un congedo sereno con la speranza un giorno di poter rincontrare i tanti amici magari in un’altra esperienza.
Alcuni mi chiederanno perché solo ora ho maturato questa decisione e perché ora critico un partito nel quale ho militato fino a ieri. Domanda legittima che merita una risposta. Il mio percorso di vita politica ha avuto inizio con AN e coerentemente ho cercato di portare avanti quei valori anche con la fusione nel PDL, cosa che ho fatto sempre in modo molto critico ( i colleghi di partito lo sanno bene) sia nei congressi locali che nazionali con la convinzione di poter nel mio piccolo cambiare le cose creando un’alternativa credibile ad un sistema di potere nel quale non mi riconoscevo più. Purtroppo così non è stato. Credevo e credo ancora oggi che sia possibile avere anche in Italia un partito di centro-destra rispettabile, trasparente e credibile anche a livello internazionale, quello che non è oggi PDL. Le vicende degli ultimi mesi (compresa l’ultima manovra economica) hanno confermato in me queste convinzioni e mi hanno portato a questa dolorosa decisione dietro alla quale non c’è alcun interesse personale, anzi. In molti mi hanno sconsigliato di fare questo passo perché avrebbe posto fine alla mia (presunta ed ipotetica) carriera politica. Sinceramente questa è la cosa che mi preoccupa meno: so benissimo che d’ora in avanti per me le cose saranno più difficili, ma le cose facili non mi sono mai piaciute. Le affronterò d’ora innanzi con maggiore determinazione e forza, quella forza che deriva dalla consapevolezza di essere completamente libero e di avere un gruppo di lavoro e di amici davvero unico. E’ proprio l’esperienza personale che mi ha portato a vedere oltre le illusioni e l’appartenenza fine a se stessa che ad un certo punto non è più un valore ma un limite che offusca e opprime anche la propria dignità’, e questo è francamente inaccettabile. L’unica certezza è che continuerò a lottare ogni giorno per la mia comunità. Tante sono le strade, una sola la meta: cambiare e rinnovare davvero la politica di questo territorio.
Carlo Diotallevi
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